L’ Usignolo è il titolo di uno dei più celebri valzer di Luigi Boccaccia e dà il nome ad un gruppo nuovo ma con radici molto lontane nel tempo, quando ancora esistevano i cosiddetti “Concerti a Fiato”, molto diversi per composizione e stile dalle “Orchestre” come le pensiamo oggi.
Nelle feste popolari, per le sagre della vendemmia e della mietitura, la gente aveva voglia di ballare e ad accompagnarla già dalla fine dell’ 800 erano gruppi di veri pionieri del genere, che sui ritmi incalzanti di valzer, mazurche e polche permettevano a clarinetti e trombe di scatenarsi in sequenze di note indiavolate e portare ai più arditi acuti.
Ancora non erano in uso le percussioni nè i ritmi di tradizione spagnola o sudamericana e nemmeno le voci venivano utilizzate, anche per la mancanza di amplificazione; solo strumenti a fiato con aggiunto, a volte, il contrabbasso.
Giovani musicisti diplomati e da anni cultori e valenti esecutori di musica classica o “colta” per così dire, si sono ritrovati a scoprire il divertimento, il piacere e il grande valore virtuosistico della musica popolare della nostra terra.
Il gruppo, oltre ad eseguire i brani più famosi ed ancora molto amati di questo repertorio, si sta anche occupando di ricercare le pagine meno note per proporle al proprio pubblico e non manca di inserire le nuove composizioni di Francesco Gualerzi (fondatore del gruppo assieme al M° Mirco Ghirardini) che con grande sensibilità e talento riesce a ricollegarsi alla tradizione rispettando lo stile e l’atmosfera.